Congiure storiche e complotti fantastici
ATTENZIONE, riguardo il famoso articolo:
“Tutte le teorie del complotto smontate dall’equazione di un fisico inglese di Oxford”
Quella che sembra a prima vista la debunkata definitiva, effettuata SCIENTIFICAMENTE, in realtà è il solito inganno. Vediamo perché.
Già un titolo così è il massimo del truffaldino:
a – Cos’è una “teoria del complotto”? Non è niente, è un concetto creato dal potere per delegittimare alla radice chiunque dissenta su determinati argomenti.
b – “Tutte le teorie del complotto” cosa vuol dire? Appunto nulla. Argomenti del tutto diversi il cui unico comune denominatore è la discordanza con la versione governativa. Ogni teoria, che credibile o non credibile , va trattata singolarmente senza preconcetti. Questo sarebbe “scientifico”.
c – Cosa succede quando una “teoria del complotto” viene dimostrata vera (come è più volte accaduto e ammesso nello stesso articolo)? Essa diventa automaticamente Storia, e non “teoria del complotto giusta”. Ecco che una t.d.c. è artificiosamente fasulla: quando non è ammessa ufficialmente è paranoia, quando lo è diventa una verità banale. E i “complottisti” di ieri diventano i convenzionalisti di oggi. Questo dimostra già la cialtroneria di chi propugna una simile definizione in un dibattito.
Utilizzare, inoltre, un modello matematico dà una parvenza di autorevolezza insindacabile, tanto più se questo è stato elaborato da un fisico di Oxford, ossia il professorone dei professoroni. Lo studio ha come scopo quello di dimostrare che “anche le attività più segrete e condotte da organizzazioni molto potenti prima o poi vengono scoperte” e lo fa “partendo proprio dall’elemento base che contraddistingue ogni complotto degno di tal nome: la segretezza e la capacità dei cospiratori di mantenerla nel tempo”.
Ne consegue che “La durata di un complotto – per il teorema di Grimes – è inversamente proporzionale al numero dei congiurati” e che quindi secondo la sua equazione “per far durare un complotto 5 anni, possono partecipare un massimo di 2521 persone, mentre se si volesse prolungarne la durata a più di 10 anni sarebbe necessario limitarsi a 1000 persone”.
Per quanto possa sembrare valido, questo modello è sensato solo a livello teorico e non è assolutamente applicabile alla realtà, proprio perché si fonda su presupposti sbagliati, falsati. E il presupposto su cui si fonda è quello di una società ideale, democratica e non gerarchizzata e autoritaria, ossia una società ben lontana dall’attuale. L’inghippo in sostanza sta tutto qui, ed evidentemente è talmente grosso da non essere notato.
Quando il fisico debunker parla della possibilità che “un complotto venga rivelato, deliberatamente o inavvertitamente da uno dei cospiratori a conoscenza” dimentica – o finge di dimenticare – la struttura del nostro sistema di informazione, che è piramidale e non consente facilmente a una notizia/verità di trapelare fino alla massa senza che che i vertici lo vogliano; così funziona il mainstream, di cui fanno parte i principali telegiornali e quotidiani su cui la stragrande maggioranza della popolazione forma la propria opinione. Probabilmente già per aver affermato questo, il Dott. Grimes mi bollerebbe come pazzo complottista, ma di fatto è la pura realtà verificabile da chiunque. Un esempio semplicissimo a riprova di ciò: il classico “complotto” dell’11 Settembre. Non solo esistono migliaia di uomini di scienza che in diversa maniera ne avvalorano la tesi, ma qualcuno che inavvertitamente ne ha rivelato l’esistenza- anche se non in questa precisa forma – c’è già stato nell’immediato della tragedia: testimoni oculari filmati per strada, pompieri e poliziotti che in diretta tv hanno ammesso le esplosioni interne delle Twin Towers e la demolizione controllata del WTC7 (quello non colpito da nessun aereo/missile). Ma è bastato non parlare alla tv di queste testimonianze per farle sparire, come sono stati fatti sparire fisicamente anche alcuni degli stessi testimoni, creando quel “frame” che dal 12 Settembre 2001, nonostante gran parte della gente sia scettica, permane ancora oggi. In sostanza quindi non occorrono né tante persone e né poche persone per portare avanti una menzogna negli anni, ma basta controllare i mezzi di informazione principali e lasciare le verità scomode nel frullato informativo/disinformativo del web, dove passa tutto e il contrario di tutto e alla fine ci si annulla a vicenda.
Senza contare che non tutti quelli che partecipano ad “ordire un complotto ” lo fanno consci del progetto finale . Ognuno lavora e conosce per quel frammento e settore che gli compete (vedi progetto Manhattan), quindi siamo di fronte a un’ulteriore variabile importantissima ma soprattutto incalcolabile.
Se qualcuno, per ipotesi, volesse parlare, basta non intervistarlo. Ciò che non è in tv non esiste, ciò che è in tv è tutta la realtà. Se qualcuno di più autorevole e famoso della media volesse parlare a sua volta, lo si può sempre mettere a tacere per sempre, magari attraverso un finto incidente/suicidio, come già successo innumerevoli volte nel passato. E che sia monito per gli altri. Il sistema in cui viviamo è più simile a una cupola mafiosa che non all’idillio su cui poggia le basi il grafico del fisico di Oxford, e trascurare questo aspetto è profondamente disonesto.
Ma senza arrivare a tanto [all’omicidio/suicidio di cui sopra], basta usare quei tanto efficaci mezzi televisivi per disinnescare le sue parole, come per esempio screditarlo su altri temi o farlo parlare prima di altri dieci che dissentano così faranno molta più presa le argomentazioni ascoltate per ultime.
Del resto un altro fattore non trascurabile, e di certo imprescindibile, è la solita “psicologia delle masse”; la massa è sempre più manipolabile, è costituita da una larga fetta di ignoranti o di semplici menefreghisti i quali certamente non hanno come massima aspirazione quella di svelare complotti e fare ricerche, al massimo ricerche di nuovi metodi per perculare i “complottisti”. Ovviamente la stupidità funzionale (al mantenimento dello status quo) della popolazione è un fatto che ci si guarda bene dal prendere in considerazione, perché sarebbe implicitamente ammettere che l’intero sistema democratico è una farsa. Bisogna fingere di parlare a un pubblico attento e consapevole, assolutamente vigile, ma solo per tenerselo buono e vendergli delle bugie confezionate a dovere.
Il teorema di Grimes non tiene conto di tutti questi fattori e di tutte le variabili che ne derivano, e per questo ha lo stesso valore scientifico di un esperimento di fisica condotto all’interno di un’altra galassia e propinato in un’università terrestre. Il finale del’articolo pubblicato sul tema dall’Huffington Post recita perentorio:
“Credere alle cospirazioni è divertente, alle volte suggestivo, ma se la matematica interviene non ce n’è più per nessuno. Nemmeno per complottisti e illuminati”.
Ecco che la “scienza” da metodo di indagine diventa mero strumento del potere usato per la repressione del libero pensiero, senza aver dimostrato sostanzialmente nulla ma avendolo fatto attraverso i numeri, dei simboli inattaccabili, degli “archetipi dell’ordine”. E la matematica, si sa, spaventa già di suo.
La teoria della “gola profonda” del resto non è nuovo da noi, dove Umberto Eco se ne è fatto più volte promotore, affermando anche lui in sostanza che “siccome alcuni complotti nella storia del’umanità sono stati scoperti, ne consegue che tutti quelli che ancora non sono stati scoperti sono solo fantasie paranoiche”, che è come dire, ripeto, che “siccome quando mia moglie mi ha tradito 20 anni fa e l’ho scoperta, di lì a oggi non mi ha più tradito, perché altrimenti l’avrei sempre scoperta”.
Ecco, ma che ne sai, caro Umberto? Magari sia tu che il Dott. Grimes c’avete più corna de un cesto de lumache.
Fonte: Fulvio Venanzini
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